domenica, Settembre 27

Tisci racconta l’Evolution di Burberry

Sin dal suo arrivo da Burberry, Riccardo Tisci è sempre stato cosciente che avrebbe dovuto affrontare due mostri sacri: la grande eredità lasciata da Christopher Bailey e il grande e prezioso heritage del brand. Tisci ha iniziato immergendosi negli arrchivi del brand, per conoscere e fare sua la storia, e ne è uscito ispirato da Thomas Burberry. Da li, comincia a reinventare il logo, operazione intrapresa da altri brand nello stesso periodo, rivoluziona la comunicazione del brand e le campagne, introducendo top come le sorelle Hadid e Kendall Jenner.

Per questa nuova collezione, Tisci afferma:” Il mio primo anno da Burberry si è basato sulla comprensione e la ridefinizione di nuovi codici per il brand. Con questo lavoro di base, mi sono sentito pronto a cominciare ad esplorare cosa c’è al cuore di questo incredibile brand“. Evolution, questo il nome della collezione, vuole essere una celebrazione di una nuova estetica che è influenzata dal periodo in cui Burberry è stato fondato, ovvero l’età Vittoriana. Tisci porta in passerella trench con pannelli, in set e dalle maniche solpite, giacche intagliate abbiante a gonne a pieghe, e tanti orli sfrangiati. Gli abiti sono in pizzo con le maniche a sbuffo in versione esagerata e presiozi dettagli nei corpetti. Per la sera, il designer italiano pensa ad abiti con reti di cristallo e piume di struzzo.

Per lui, spazio a trench dal taglio morbido e molto british, in un mix contrastante di colori e materiali, l’importante è che il trench sia ben stretto in vita da una cintura. Per il giorno abbindano parka, felpe con cappuccio e camicie da rugby articolate con pannelli a costine e dettagli con zip. Per la sera, gessati con ricami in cristallo.

A dispetto della voglia del designer di andare incontro alla storia del brand, Evolution ha lasciato molti perplessi: una collezione bella, bellissima, ma no da Burberry. Una collezione preziosa si, ma che ammicca troppo allo streetwear. L’innovazione passa per la sperimentazione, l’importante è ricordarsi da cosa si parte. Qui, da una grande storia.

 

Credits Immagini: Courtesy of Press Office

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