TheAuburnGirl presenta OSA Younique – la feminine allure secondo Simona Zappi

E’ bello lavorare con questo entusiasmo condiviso, contibuisce alla creatività reciproca“.  Le parole di Simona Zappi Leonardi, fondatrice e direttrice creativa di OSA Younique, sono una ventata di aria fresca e positiva. Realizzare un’intervista non è mai semplice, i rischi sono molteplici: domande banali, argomenti off limits, anticipazioni che ti vengono concesse e che non puoi rivelare e quindi stravolgi tutta l’intervista, un intervistato non proprio entusiasta di rispondere alle tue domande. L’intervista con Simona non è stato niente di tutto questo, perchè da creatura solare e creativa qual’è si è aperta totalmente con noi, dandoci una panoramica a 360° del suo brand, di cosa è per lei la moda e quale mission ha, che non è semplicemente dare abiti fantastici alle donne, ma creare qualcosa che sia un plus all’essere femminile che lo indossa. Ho inoltre scoperto una donna solare, simpatica, alla mano, intelligente nel raccontarsi senza fronzoli e ben chiara sulle sue idee, disponibile ( pur essendo estate e quindi con qualche giorno di relax) nel realizzare i video che avete visto sui social. Noi del team, e io in primis, abbiamo vissuto tutto questo come un momento magico, come solo le giornate estive sanno essere. Buona lettura!

La tua filosofia di moda di basa sulla Feminine Allure: quali sono le sue caratteristiche?
Sono onorata ogni volta che la mia cifra stilistica viene ricordata e descritta con il termine Feminine Allure perché questa è stata una definizione nata un po’ per gioco per raccontare l’essenza della mia visione del mondo della moda femminile e definirne i confini all’interno della quale essa prende vita.
Con Feminine Allure, infatti, racchiudo non solo la visione ma anche lo spirito delle mie collezioni; spesso racconto di come mi propongo, attraverso OSA younique, di dare vita ad uno stile di vita in cui immedesimarsi che non si ponga il limite semplice di far indossare i nostri vestiti ad una donna, ma principalmente che abbia lo scopo di farla sentire bene ed immedesimarla con il sentimento che da sempre accompagna la nostra visione dell’universo femminile; il nostro pay-off da sempre cita: Romantica e femminile per uno stile di vita poetico, la Feminine Allure è esattamente tutto questo: un sentimento, una sensazione un modo di guardare alla vita che si concretizza attraverso la definizione dello stile che si sceglie di indossare.

Cosa ti ispira a creare questa allure così elegante e magnetica?

In fondo è la mia essenza ad esserlo e ciò che mi ispira e guida da sempre è il sentimento che muove ogni mia decisione. OSA racconta tutto di me e in fondo nulla sarebbe senza la trasposizione del mio profondo più intimo in ciò che creo. Trovo che la definizione “magnetica” descriva esattamente il proposito che muove lo slancio creativo e sono felice di sapere che questo traspaia in chi osserva ciò che faccio.

La collezione SS19 è un mix di tessuti e colori che cattura la speciale luce tipica dell’estate. Cosa ti ha ispirato? Quali sono i pezzi Hit della collezione?
Più che di capi Hit posso parlare di un tessuto divenuto Hit fin dal lancio della collezione: la nostra georgette laminata (che si raccorda per caratteristiche e lucentezza al lurex con cui avevamo creato capi must have già nella stagione F/W 18), è stata apprezzata in termini di innovazione e decretata punto focale dell’intera collezione. La collezione SS19 ha rappresentato per me una grandissima sfida: volevo dare vita a dei capi che per colori (tenui e pastello) e tessuti (morbidi ed avvolgenti) facessero emergere il ricordo felice di un pomeriggio estivo trascorso nell’atmosfera bucolica e aurea di un campo di spighe di grano che si confonde nei toni scarlatti dei papaveri d’agosto, e che questo ricordo potesse riaffiorare indossando abiti da city life: nulla di più complesso insomma.
Il giusto connubio però non è tardato ad arrivare e, già quando progettavamo i primi capi, capivamo che avevamo centrato il focus di una collezione apparentemente impossibile.

Per la prossima collezione FW, cosa si può aspettare il tuo pubblico?
Ciò che reputo essenziale nel passaggio di testimone tra le collezioni è la coerenza e l’armonia a cui esse devono essere reciprocamente legate. Non puntiamo ad essere un brand che segue gli ultimi trend, e proprio in virtù del fatto che ci proponiamo per essere riconosciuti per il messaggio che trasmettiamo, i valori, anche estetici, saranno sempre legati  alla nostra inequivocabile cifra stilistica: romantica e femminile.
Per la prossima F/W 19 abbiamo alzato l’asticella della sfida puntando su molti party look che, modulati con estrema facilità, potranno essere indossati anche con un’accezione più casual.

Su quale colore punti?
Tutto ciò che brilla e dona lucentezza corrisponde, per me, ai canoni fondamentali per mettere in risalto la femminilità di qualunque donna. Per questo sì a tessuti senza tempo che hanno ammaliato e attraversato trasversalmente generazioni femminili come il raso, e lo stesso lurex.
La chiave vincente sarà quella di saperli interpretare donando loro un sapore di “new vintage”: attingere dal passato per reinventare i canoni estetici moderni. Il gusto sapientemente ammaliante, che non scopre più del dovuto ma che lascia ricordare chi lo indossa, sarà il fil rouge che renderà riconoscibile un capo OSA younique dagli altri.

Questi i punti cardine della prossima collezione F/W 19.  Quale il capo passepartout?
In un momento storico di grande incertezza, come quello in cui stiamo vivendo, trovo essenziale come brand mantenere il contatto con la realtà. Per questo do tanta importanza alle molteplicità d’uso che i miei capi debbono poter avere in un guardaroba. Già da qualche anno ribadisco il concetto dell’abito multi-purpose (che sia lungo, midi o mini poco importa), l’abito in quanto tale è il capo che meglio si adatta alle più disparate occasioni di utilizzo: basta cambiare borsa e/o scarpe per passare dall’avere un abito elegante ad uno daily wear. Tutti quelli che propongo nelle mie collezioni hanno proprio questo minimo comun denominatore, e per chi ha poca dimestichezza con gli abbinamenti giusti consiglio di tenere sempre a portata di mano i nostri canali social (soprattutto Instagram) dove ci impegniamo ad interpretare e proporre i look più disparati mantenendo gli stessi abiti.

Ci sono capi cult entrati nella storia della moda e il tuo miniabito di lurex è diventato un abito icona, indossato da influencer famose come Chiara Ferragni. Da cosa sei partita per crearlo?

Il mio focus sono sempre le donne, il primo quesito che mi pongo è: ”Cosa le farebbe sentir bene?”, non ho fatto eccezione per quell’abito (che sempre più spesso, con nostra grandissima soddisfazione, viene considerato iconico), e per crearlo ho pensato proprio a lei: Chiara Ferragni, volevo realizzare qualcosa che la rappresentasse in pieno, che fosse chic pur rimanendo easy, in fondo questo è esattamente il suo daily style.
Sono quindi partita da linee minimal, forme essenziali e vestibilità aderente ma confortevole al tempo stesso, il dettaglio WOW è rappresentato dal tessuto: il lurex. Mai avremmo neanche osato immaginare che lo avrebbe indossato.

Cosa lo rende così tanto speciale?

Il fatto che Chiara Ferragni abbia scelto di indossarlo ad un evento tanto importante come la Premiere della scorsa stagione di X Factor Italia, non sapevamo neanche noi che lo avrebbe fatto, siamo stati avvisati da una follower in tempo reale che aveva riconosciuto il nostro abito su di lei. Quella sera la nostra email, telefono e sito internet sono letteralmente impazziti, abbiamo ricevuto richieste stampa di ogni tipo e venduto la nostra collezione fino in Russia grazie alla cassa di risonanza mediatica che si è venuta a creare. In qualche modo quell’evento ha rappresentato il nostro “debutto in società”, dobbiamo veramente tanto a Chiara Ferragni e a quell’abito.

Si parla oggi di empowerment femminile, di dare spazio alle donne, di supporto e di occasioni da dare alle donne. Tu hai creato OSA Younique: founder e direttore creativo: come hai messo su la tua azienda?

Sono orgogliosa di poter esprimere la mia su un concetto in cui credo fortissimamente e che così tanto mi sta a cuore. Il mio percorso è davvero iniziato da zero: avevo in tasca soltanto tanti sogni, moltissima passione mista a determinazione, un figlio di 2 anni e voglia di riscatto nei confronti della vita. I primi anni sono stati duri perché facevo tutto by myself anche preparare i pacchi per le spedizioni, l’ottimizzazione delle spese però era vitale in fase di lancio. Poi però si è messo in atto un processo del tutto conseguenziale e per assurdo naturale: involontariamente la mia passione ha iniziato ad essere contagiosa e mi è capitata la più grande fortuna che auguro a chiunque faccia un lavoro imprenditoriale anche diverso dal mio; la mia famiglia ha iniziato a credere sempre di più in me. Per questo nel giro di pochissimo tempo OSA younique è diventata un vero e proprio Family Affair, oltre a me infatti fanno adesso parte del gruppo:
Luca Di Giampasquale si occupa del management e dirige la parte economico / finanziaria.
Ha un approccio business oriented brillante e un raziocinio analitico fondamentale (indispensabile per me che troppo spesso anziché seguire il business plan mi perdo in creativi voli pindarici). Federica Leonardi mio braccio destro mi segue e supporta in tutto, dalla ricerca dei tessuti al capo montato lei c’è sempre ed è al mio fianco. Carlo Leonardi si occupa della logistica e della gestione del magazzino, fondamentale in una realtà in crescita come la nostra avere il controllo assoluto di un reparto così sensibile. Poi ci sono tutti i collaboratori esterni, essenziali ed imprescindibili, con alcuni dei quali si è creato un clima di lavoro tale da essere considerati “quasi di famiglia” a loro volta.

Che consiglio daresti a chi vuole intraprendere lo stesso percorso?

Non voglio cadere nella retorica però i requisiti essenziali per fare impresa in Italia al giorno d’oggi partendo da zero sono: passione, caparbietà, umiltà e tanta forza d’animo. Il consiglio pratico (che do a me stessa ancora prima che agli altri) è che tutte le volte in cui pensi di non farcela è lì che devi lavorare di più e con maggior tenacia. E’ sempre nei momenti in cui vorresti mollare ce si creano le occasioni migliori per tenere la testa alta e guardare con positività al futuro.

Ho letto recentemente che la tua passione per la moda risale alla tua infanzia, e alle scarpette rosse di Dorothy del Mago di Oz: cosa ha fatto scattare quel quid per la moda?

Sono dell’opinione che con una passione tanto importante ci si nasca e che tutt’al più si declina nel corso della vita. Nel mio caso la passione che da sempre mi ha accompagnato è quella verso l’arte e, in senso lato, quella verso la ricerca assoluta della bellezza che poi in età adulta si è consapevolizzata, con il lavoro che faccio, declinandosi alla moda – che reputo una forma d’arte a sua volta. Naturale è stato coltivare quel seme fin da piccola, le scarpette rosse di Dorothy hanno rappresentato il mio sogno di bambina che mai avrei immaginato di poter realizzare.

Ti senti ancora come quella quattreenne?
Sì, e se c’è un dono che spero di trasmettere a mio figlio è quello di non dimenticarsi mai del/della bambino/a che siamo stati, ognuno di noi è la somma di cose che ha vissuto da fanciullo e conservare quell’immutata spensieratezza aiuta a non arrendersi mai da adulti.

La moda oggi sta cambiando radicalmente: ha detto addio ai vecchi stereotipi e punta sulla diversità, finalmente considerata un valore aggiunto. Tu che la moda la fai come la stai cambiando?
Sono dell’opinione, da sempre, che ciò che ci separa è in realtà ciò che ci unisce: sebbene in passato abbia avuto la percezione che alcuni brand mainstream cavalcassero quest’onda con manifesti ideologici più affini al marketing che al pensiero condiviso, oggi credo che anche solo parlare di ciò che ci rende “diversi” – e perciò unici – aiuti la giusta causa. Nel nostro piccolo abbiamo fin dagli albori sposato la causa della bellezza del corpo femminile inteso come non assoggettato ai canoni estetici imposti dalla moda e/o dai trend del momento. Per questo abbiamo scelto di lavorare sempre con modelle, attrici, showgirl e influencer che corrispondessero ad una bellezza raggiungibile: né troppo magre, né eccessivamente stereotipate, che si rifacessero insomma alla femminilità di una donna qualsiasi. L’obiettivo per il futuro invece è quello di dare maggior spazio a ragazze plus size: valorizzare la loro bellezza e renderla un canone condiviso è la vera scommessa. Ad esempio, e proprio in virtù di quello appena detto, da sempre considero Beth Ditto un’icona di carisma e carattere a cui ispirarsi.

Che messaggio dai con le tue collezioni?
Se c’è un aspetto del mio lavoro che più di altri mi rende orgogliosa e mi fa amare ciò che faccio, è proprio quello di poter trasmettere qualcosa attraverso le mie creazioni. Guardo alla vita con positività da sempre e sono convinta che esistano dei sentimenti universali e condivisi che portano gioia ed emozione alle persone, per questo il messaggio unico ed imprescindibile da trasmettere per me è e resterà sempre questo: Puoi sentirti bene e guardare al mondo in maniera positiva anche attraverso ciò che indossi. Per questo sii felice!

Moda sostenibile e la tua concezione estetica di ““Feminine Allure”: come si combinano le due cose, secondo te?
Fortunatamente oggigiorno essere sostenibili è molto più semplice che in passato, anzi, azzardo di più, nei tempi in cui viviamo sarebbe impossibile non esserlo. Ormai un brand si colloca nel mercato anche attraverso la propria somma dei valori, per cui diventa moralmente doveroso esserlo, assolutamente controproducente disattendere le aspettative del proprio pubblico. Nella nostra politica aziendale puntiamo molto l’attenzione sulla scelta di tutto ciò che ruota intorno al capo finito: dalla  manodopera, alla provenienza dei tessuti per noi deve essere tutto tracciabile e ogni fase del lavoro più trasparente possibile.
Questo nell’ottica di voler agire nel massimo rispetto della tutela “dell’uomo” e di porlo in una condizione di centralità rispetto al resto, concetto assolutamente controtendenza rispetto al passato – anche – recente. Non solo: per il 2020 abbiamo anche in mente di garantire una maggiore sostenibilità ambientale, per questo stiamo progettando di abbandonare completamente la plastica in virtù di materie che siano eco sostenibili ed azzerino l’impatto con l’ambiente.

Moda e social: molti brand stanno ridefinendo i loro fashion show in base alle piattaforme di social network, con live e sfilate aperte a tutti. Qual è il tuo approccio ad essi?

I social media stanno – fortunatamente – ristabilendo le regole del gioco in molti mercati (anche quello della moda da sempre considerato iper-concorrenziale soprattutto per brand emergenti come OSA).
Nella fattispecie per quanto mi riguarda sono ormai diventati uno strumento imprescindibile alla mia quotidianità, li utilizzo soprattutto per parlare di me, perché, specialmente in questo settore, si ha sempre più voglia di conoscere chi c’è alle spalle di un progetto; per cui sono sempre più spesso oggetto di curiosità da parte delle mie follower che vorrebbero mi esponessi loro anche di più, mentre da sempre sono molto riservata soprattutto per ciò che riguarda la mia sfera più intima. Abbiamo però trovato il giusto compromesso anche in questo: aprendo dei miei profili social privati (Facebook ed Instagram) con il mio nome e cognome, all’interno dei quali parlo tanto di me quanto di OSA younique. Le follower più affezionate possono così seguirmi attraverso un canale più confidenziale e riservato.

Quanto e come hanno contato nello sviluppo del tuo progetto?

Nel nostro caso hanno rappresentato lo strumento per arrivare in maniera genuina e diretta al nostro pubblico, decretando così gran parte del successo che abbiamo finora ottenuto, non possiamo che esser loro grati. Su più larga scala stanno rappresentando lo strumento – finalmente – meritocratico che mancava in questo settore. I social rappresentano “la verità”, raccontare in maniera semplice chi sei e cosa fai può elevarti mediaticamente ai massimi livelli, attenzione però a saperli utilizzare: i follower esigono rispetto e vanno trattati con estrema onestà, la meritocrazia in tal senso non funziona a canoni inversi, non essere leali con chi si parla può rappresentare anche il modo più semplice per perdere tutta la credibilità. Vanno quindi saputi utilizzare in maniera onesta e sincera.

Il tuo brand è in pieno boom, e sta crescendo ad un ritmo vertiginoso, anche mediaticamente. Quali sono le prossime sfide che ti sei data?
La sfida più grande per noi è da sempre rappresentata dai mercati al di fuori dall’Italia, abbiamo già un nutrito pubblico di clienti sia in Europa che in Russia e fino in Giappone, ma vorremmo permeare in maniera più efficace i mercati esteri soprattutto quelli emergenti.
Stiamo già lavorando in tal senso e a partire da settembre aumenteremo gli investimenti della pubblicità e del marketing per arrivare ad avere una presenza più capillare su quei mercati che ci hanno finora premiato e dove siamo giunti senza una vera e propria politica di export. L’altro obiettivo a cui stiamo lavorando, e che è funzionale al primo e con il quale ci poniamo l’obiettivo di allineare OSA ad altri brand già esistenti, è l’abolizione della stagionalità delle collezioni. Questo significherà non avere più 2 uscite di collezione l’anno ma lavorare con continui nuovi lanci sul mercato di capi che non siano più assoggettati, per concept, tessuti ecc. al susseguirsi delle stagioni. Questo obiettivo è funzionale, anche in termini di appetibilità, al lancio di OSA nei mercati esteri.

Simona, raccontaci un po’ di te. Sappiamo della tua passione per la moda e del tuo brand, ma chi è Simona?

Prima di tutto sono una mamma, orgogliosa di esserlo, di un bambino di 6 anni a cui devo tanto soprattutto in termini di consapevolizzazione del mio io. Tutto quello che faccio è mosso in primis dallo slancio materno che mi guida spessissimo anche in termini di intuito.
Più generalmente posso dire che la mia vena creativa è sempre stata nutrita da una grande curiosità, che non mi ha mai abbandonato, nei confronti della vita: osservare, leggere, pensare, studiare e imparare cose sempre nuove mi hanno reso la persona poliedrica che sono adesso.

Descriviti in tre parole:

Ribelle, libera e ottimista
(ma anche ossessiva compulsiva dell’ordine)

I tuoi mai senza in borsa

Un rossetto, un power bank, una macchinina che puntualmente infila dentro mio figlio per farmi ricordare che lui è sempre con me.

i tre top artist da ascoltare mentre crei

  1. La mia playlist di acustic cover su Shopify (per la concentrazione)
  2. John Legend (per la parte puramente creativa)
  3. João Gilberto (o musica Bossanova in genere per la parte di ricerca)

I tre posti del cuore (se puoi dirceli)

  1. Casa di mia nonna paterna
  2. In riva al mare al tramonto
  3. La Valle del Chianti

I tre viaggi da fare assolutamente

  1. Ubud – Bali per un viaggio nell’anima
  2. In un dammuso a Pantelleria per ritrovare il contatto con Madre Terra
  3. Il prossimo

I tre capi cult del tuo armadio

  1. Un cappotto cammello
  2. Un miniabito da cocktail da indossare anche con un paio di biker
  3. Un blazer dal taglio maschile (magari Yves Saint Laurent)

Credits – OSA Younique x TheAuburnGirl

Autore dell'articolo: Cristina Izzo

Editor in Chief of TheAuburnGirl. Former Fashion Editor of Quotidianomime.com