venerdì, Giugno 18

Galleria Cracco presenta l’installazione site-specific “Credere nella luce” dell’artista Valerio Berruti

Galleria Cracco, il progetto di arte contemporanea nato da un’idea dello chef Carlo Cracco con l’agenzia di comunicazione Paridevitale e a cura di Sky Arte, presenta l’installazione site-specific Credere nella luce, immaginata dall’artista Valerio Berruti (Alba, 1977) e visibile al pubblico da martedì 8 giugno fino a ottobre 2021.

Per la poetica capacità di trasmettere in tutta la sua produzione artistica messaggi universali, Berruti non poteva che essere l’artista invitato per questa quinta edizione del progetto: come evocato dal titolo, infatti, il suo intervento si pone come un messaggio in relazione al critico periodo vissuto e ancora denso di indeterminatezza, una preghiera laica, un invito ad avere fiducia nella luce, elemento simbolo di rinascita, vita e speranza.

Sono molto felice dell’invito a realizzare un’installazione site-specific in questo luogo simbolo dell’alta gastronomia italiana – dichiara l’artista Valerio Berruti – La Galleria Vittorio Emanuele II è al contempo un punto di transito e una meta turistica internazionale, uno degli spazi in cui recarsi per fare acquisti, godere della cucina di Carlo Cracco, ma anche per ammirare uno straordinario esempio di stile neorinascimentale. Reputo che non si debba dimenticare alcuna lezione imparata in questo ultimo anno, ma al contempo penso che sia necessario tornare a ‘credere nella luce’”.

Credere nella luce – che si compone di tre immagini affrescate e retroilluminate su un supporto in ferro – rivela la specificità della cifra stilistica dell’artista che, attraverso l’antica tecnica dell’affresco, delinea sagome minimali e pure ispirate al mondo fiabesco dell’infanzia.

Le tre bambine rappresentate (una all’interno di ogni lunetta), disegnate nelle loro pose naturali, sembrano essere colte dall’artista in un momento di tranquillità e di pausa: sedute per terra, come se stessero aspettando di ricominciare a giocare, diventano a loro volta allegoria di un’attesa verso il ritorno alla vita.

Questo primo momento dell’esistenza umana, in cui tutto deve ancora avvenire, è per l’artista uno strumento di rappresentazione attraverso cui instaurare una dialettica attiva con il pubblico, innescando un processo di identificazione capace travalicare ogni differenza. I lineamenti eterei ed essenziali dei suoi soggetti, infatti, non connotati da caratteri fisiognomici, ridotti ad elementi basilari e decontestualizzati da ogni riferimento temporale, amplificano la valenza universale e simbolica delle sue opere, rendendole immagini in cui è possibile per tutti ritrovarsi.

Dopo gli interventi di Patrick Tuttofuoco (2018), dei MASBEDO (2018), di Goldschmied & Chiari (2019) e Giovanni Ozzola (2019),  Galleria Cracco, nato con la volontà di sostenere l’arte contemporanea italiana portandola in un luogo simbolo del saper fare italiano, in cui sperimentazione ed eccellenza si dichiarano trait-d’union tra food, architettura, design e arte, riparte guardando al futuro e dichiarando la sua vocazione “pubblica” per la città di Milano, da sempre centro nevralgico di innovazione e dinamismo.

Credits Immagini: Courtesy of Press Office

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