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Una favola moderna è andata in scena al Place du Trucadero. La capitale più romantica d’Europa ha assistito alla magia che solo Elie Saab sa dare. A breve sul grande schermo ci sarà il ritorno di quel mito per milioni di ragazze e donne qual è Cenerentola, la favola per eccellenza raccontata forse da sempre, e da Elie Saab si è raccontata una favola simile, solo in un’atmosfera più orientale.

Tra docili rami frondosi e una musica incalzante che riporta tra le strade di Beirut, città natale dello stilista, la favola è stata raccontata dalla fine, partendo da quel vissero felici e contenti, con abiti principeschi, sontuosi, ricchi di dettagli preziosi e luccicanti.

Una cascata di luce ricopriva i corpi femminili, gli abiti per il ballo fruscianti e leggeri, strascichi lunghi delle gonne, pietre preziose, piume, seta e organza in un mix romantico e delicato che ha fatto palpitare più di un cuore tra i presenti. La natura ha accompagnato la parte finale di una collezione che ha catturato tutti: petali di fiori appena sbocciati arricchivano abiti già preziosi, ma la natura non appesantisce mai, dona semmai grazia. Come in questo caso.

Le tonalità usate sono delicate, eteree, per farsi brillanti sul finire, e se la meraviglia della natura viene mostrata in colori come il verde, il rosa e il bianco, anche il nero brilla e ritrova armonia. Ma la verità che da Elie Saab hanno voluto mostrare come stanno realmente le cose o  il perché tutte noi amiamo questa favola antichissima: la verità è che più che il Principe Azzurro o le scarpette di cristallo, a Cenerentola si è sempre invidiato l’abito per il ballo.


Meno “da favola” ma teatrale come solo le sue sfilate sanno essere è la collezione di Jean Paul Gaultier. Dopo la sfilata evento dello scorso anno e l’annuncio di volersi occupare solo di Haute Couture, l’attesa era grande.

Uno spettacolo nello spettacolo, dove spose non convenzionali erano le protagoniste, vestite di abiti di pelle color rosso sangue e borchie di cristallo, abiti/tute in denim, pantaloni in tulle bianco trasparenti, corpetti aderenti e gonne non sempre simmetriche.  Qualche abito persino ricordava quelli delle damigelle, abiti corti, bicolori e brillanti. C

hissà se le damigelle di Gaultier sono più inclini al perdono rispetto a quelle comuni. Un matrimonio bizzarro, celebrato sulle note remixate di un classico di Billy Idol, White Wedding, dove artiste come Madonna, ricordata tramite la reinterpretazione del famoso reggiseno conico, avrebbero dato il meglio mentre Naomi Campbell sembrava un tantino fuori posto.

Ci vuole umorismo e forte senso dell’ironia per amare questa collezione dello stilista francese, e la pantera della passerella non è nota per questo.


Ironica, irriverente, colorata e spumeggiante è anche la collezione presentata da Viktor&Rolf. Se Elie Saab predilige il romanticismo, Gaultier l’aspetto ludico, questa maison punta sull’eccesso, un’esagerazione di linee, volumi, colori e fantasie. Nulla passa inosservato.

Le applicazioni e i dettagli catturano l’occhio per la loro grandezza: fiori enormi, vistosi, che sfidano anche le leggi della gravità tanto sono grandi e perfettamente in posa. E’ come incontrare una fanciulla proveniente della campagna, che ha arricchito il suo vestito della festa per il primo incontro con la città, ma sfortunatamente rischia solo lo scontro, prima ancora di partire.


Immagini: Style.com