Nel mondo della moda l’immobilità è impensabile, si viaggia perennemente proiettati nel futuro, ed è da questa esigenza di cambiamento e fluidità che nascono le collezioni Resort 2014.

Nonostante questa estate non sia ancora finita, con la fantasia possiamo già viaggiare verso la prossima, scoprire in anteprima quale saranno le nuove tendenze e catturare qualche dettaglio per anticiparle. La donna presentata dalle nuove collezioni è urbana e concreta, si muove con leggiadria nella giungla cittadina, dividendosi tra ufficio, sale da tè e party esclusivi. Lo stile sportswear sarà un must.

A proporlo, in diverse declinazioni, sono sia Chanel che Balmain, il primo pensa a tagli raffinati ispirati all’alta borghesia che popola i circoli sportivi, il secondo invece, realizza capi più grintosi, quasi maschili, interpretando in maniera interessante il tessuto jeans. Sempre ispirate al mondo maschile, sono le linee di Balenciaga e di Antonio Berardi: il nero e il bianco regnano indiscussi, le forme sono semplici e i volumi strutturati.

L’ispirazione allo streetwear è chiaramente percepibile in diverse collezioni come quelle di Alexander Wang, Emilio Pucci, che si distingue per le coloratissime fantasie e i modelli estremamente semplici, e Louis Vuitton, che dosa sapientemente tinte piene e tessuti corposi. Un altro protagonista delle linee Resort 2014 è il bianco.

Thakoon lo propone sia in purezza, che mixato in fantasie geometriche e optical, Elie Saab lo usa per esaltare la leggerezza dei suoi abiti e, in The Row illumina letteralmente l’intera collezione.

Tagli comodi, capi versatili e facilmente abbinabili sono i punti forti per Carolina Herrera, Diane von Frustenberg e Fendi, le donne, che i tre stilisti scelgono di disegnare, sono dinamiche e audaci, senza mai scadere nel volgare, indossano sofisticate fantasie e tagli contemporanei che le rendono impeccabili.

Influenze vagamente retrò animano le collezioni di Zac Posen e Narciso Rodriguez, mentre dall’incontro tra stile esotico e contaminazioni futuristiche nascono sia gli abiti di Vionnet sia quelli di Jason Wu.

Infine le strade delle grandi città diventano ambite passerelle sulle quali sfoggiare capi innovativi e ricercati, come quelli di Givenchy, Giorgio Armani e Dior, i primi più strutturati, i secondi quasi impalpabili, e gli ultimi semplicemente affascinanti.

I denominatori comuni di queste collezioni sono il comfort e la versatilità, gli eccessi sono banditi, la lunghezze e le trasparenze ben dosate, e il colore è presente senza diventare prevaricante, permettendo così di giocare con la fantasia senza paura di cadere in errore.

Lucia Abbate