Se si pensa al termine sfilata, fashion show, vengono in mente moltissimi aggettivi e tra questi non si trovano certamente quiete e sobrietà. Eppure, nella moda accade anche questo. La sfilata di Chanel per la collezione Cruise 2020 si è svolta in una calma strana: per l’occasione il Grand Palais è diventato una stazione in stile Belle Epoque, con binari e stazioni lungo la passerella ( tutte città importanti per la maison e per il compianto Lagerfeld), e qui Virginie Vard, erede di Lagerfeld, racconta il suo viaggio nella maison, per trent’anni accanto al suo maestro, e si muove con disinvoltura tra le icone Chanel: il motivo bouclé, le camelie, gli immancabili fiocchi e perle. A questi affianca l’iconica giacca Chanel e le giacche con collo over anni 80, gonne a portafoglio, e i leggins all logo ricamati in paillettes; e ancora completi e long dress dalle linee minimali, spolverini bon ton con profili a contrasto, trench oversize in tessuto tecnico, maxi gilet in tweed e blazer. Anche gli accessori mixano tradizione e presente: stivaletti in vernice candida e borse a forma di semaforo ferroviario (hot or not?).  La Vard gioca con i colori e passa tranquillamente dal grigio cenere, bianco, e il nero corvino, alrosso scarlatto. 

E’ una collezione “di passaggio”, una transizione dallo Chanel di Lagerfeld a quello di Vard, quel che è certo è che una collezione che non lascia il segno, un pò sottotono rispetto alle alte aspettative che si hanno verso Chanel, am è pur vero che la Vard si confronta con un genio smisurato che ha conosciuto melgio di tanti altri, con un’eredità che rischia di diventare ingombrante e schiacciarla, Forse, è il caso di aspettare e vedere cosa accadrà.

Viriginie Vard ha dato il via per il nuovo treno Chanel.  Potrebbe essere un viaggio interessante. 

Credits Immagini: Vogue