#Recoveryis – Project Heal contro i disturbi alimentari

Cosa rende una donna bella? Unica? La sua altezza, i vestiti che indossa, la taglia di seno, i centimetri nel giro vita, i suoi colori? Il bello di essere donna è che ognuna di noi ha le sue caratteristiche, i suo i punti forti e poi c’è quel quid, quel qualcosa in più che salta subito agli occhi e che rende ogni donna unica, speciale. Ma se fosse facile vedere quel quid …

Non tutte le donne riescono a piacersi, trovano più facile cercare di emulare o raggiungere canoni estetici proposti e/o imposti, ed è facile in delle trappole, come i disturbi alimentari. Obesità, bulimia, anoressia, disturbo da alimentazione incontrollata, sono tutte facce di una stessa medaglia: un disagio, un malessere interiore, il credere di non essere abbastanza belle o di non esserlo perchè non si rispetta un determinato canone estetico, tutto questo porta ad avere un rapporto malsano col cibo.

E Project Heal scende in campo. Grazie ad hashtag che sono diventati popolarissimi, come #Whatmakeyoubeautiful o #Recoveryis, questa ong (nata nel 2008) raccoglie fondi per tutti quelli soffrono di disturbi alimentati ma non possono pagarsi le cure. E proprio l’hashtag #Recoveryis è la nuova campagna della ong che lancia un messaggio forte e chiaro: guarire è possibile. C’è speranza. Non bisogna mollare.

Ma come si può guarire? La Ong lo spiega così: ” La forza motrice che ci spinge ad essere attivamente coinvolti e consapevoli dei disturbi alimentari è la nostra fiducia finale nel processo di guarigione e il nostro valore fondamentale che chiunque può un giorno essere libera del tormento di un disturbo alimentare. Perché? Semplicemente perché molti di noi ne sono la prova vivente, ed è che la fiducia in sé che è l’idea forte, potente, che ci spinge a fare quello che facciamo“.

La campagna è stata interpretata da molti che hanno scelto di aderire e di dire cosa è per loro la guarigione. La bellezza non è essere tutti uguali, ma l’esatto contrario, perchè è l’unicità a rendere belli, o come dice una delle fondatrici di Project Heal, Liana Rosenmann, la bellezza non si può etichettare. Be yourself.

 

Credits Immagini: Official Website Project Heal

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Autore dell'articolo: Cristina Izzo

Editor in Chief of TheAuburnGirl. Former Fashion Editor of Quotidianomime.com

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