PFW – Dior celebra le donne artiste

 

Maria Grazia chiuri continua nella costruzione della sua estetica all’interno di Dior. La sua ricerca, ancora una volta, parte dalla riscoperta degli archivi della maison francese, li analizza, li fa suoi e li reinterpreta in chiave contemporanea e femminista. E su questo, la designer italiana pone l’accento. Perchè, si chiede, non esistono donne artiste? Domanda che campeggia su una tshirt a righe ad inizio sfilata.

Ispirandosi al lavoro di Niki de Saint Phalle, Chiuri popola i suoi abiti impalpabili e trasparenti di scintillanti cuori e audaci draghi, mixati al bianco e nero dei polka dots e delle stampe checks. Il tutto si declina in pantaloni e tute dal mood androgino ma iperfemminile, come una vera parisienne sa essere. Per gli abiti da sera, Chiuri punta su atmosfere un pò anni ’60, con brilluccichii di paillettes abbinate alla sicurezza dei millenials moderni; spazio anche a giacche safari e tshirt dal taglio maschile. Perchè smettere di “rubare” dall’armadio di lui?

Al termine della sfilata, si ha la consapevolezza che Chiuri sta dimostrando uno stile più parigino dei parigini stessi, ma attuale e fresco, adatto sia alle nuove generazioni che ne colgono la bellezza moderna, sia alle passate generazioni che ritrovano lo spirito originale. Alla fine, tutti contenti. O, per dirla con le parole dell’artista Niki de Saint Phalle, ” come in tutte le favole, priva di scoprire il tesoro sulla mia strada ho incontrato draghi, streghe, maghi e l’angelo della temperanza”.

 

 

Credits Immagini: Courtesy of Press Office

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Autore dell'articolo: Cristina Izzo

Editor in Chief of TheAuburnGirl. Former Fashion Editor of Quotidianomime.com